My congratulations to Eugene Dwyer on the publication of his new book 'Pompeii's Living Statues. Ancient Roman Lives Stolen from Death'!
I was fortunate enough to have the opportunity to read this book a couple of months ago, and I liked it so much that I want to write a few lines about it.
When Fiorelli made his first plastercast of the body of a victim of AD 79 there were journalists present. This is perhaps a side of Fiorelli that many of us have failed to see before. 'Pompeii's Living Statues' describes how good he was at finding an audience for Pompeii, how he encouraged foreign scholars, artists and commercial photographers, and his exploitation of 'prestige' finds. He even had copies of casts made as gifts for Kaiser Wilhelm II.
However dramatic and evocative the creation of these casts, they were never sent to the Naples Museum because they were not works of art. They were housed on site, and presented to the public as a collection. The tradition of collecting is an important theme in Dwyer's study. Until the unification of Italy, the main purpose of the excavation of Pompeii had been to provide artefacts for collections, and this explains why the plastercasts were displayed according to technical skill/appearance rather than archaeological context. But they also provided a means for viewers to finally see (rather than imagine, on the basis of written descriptions and artistic renditions) the suffering of those who died in the eruption of Vesuvius in AD 79. They represented the advent of new scientific methods and symbolised a new purpose to archaeology.
Dwyer's study explains how Fiorelli's exploitation of the plastercasts of human bodies came to embody the new historical consciousness that came to the fore at the unification of Italy in 1860. From this time there was a revolution in the understanding of volcanology, the attitude of the State towards archaeology, and in the administration of Pompeii as an archaeological site. The plastercasts were iconic symbols of these changes. They are the focus of Dwyer's book, but through their study he manages to illustrate in the clearest manner possible how attitudes changed and developed over the entire history of the excavations of Pompeii (up to 1900).
'Pompeii's Living Statues' is a great book. There is such a wealth of detail that I can only imagine that it took years to put it together. I learned an enormous amount, and I think that everyone who is interested in Pompeii should read it!
[The Amazon page claims that the book has not yet been released, but this is wrong and they are sending out the orders!]
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Friday, 21 May 2010
Monday, 5 April 2010
Exhibition of plaster casts at the Boscoreale Antiquario
As absurd as I find the term "frozen victims" for the plaster casts of people & animals at Pompeii, the exhibition about the history of the casts and their creation might be a fascinating and useful one for academic types and tourists alike (provided tourists can find their way to Boscoreale).
It's my hope that the exhibition problematizes the casts a bit more than the BBC article does, portraying the casts as straightforward and scientific.
I believe Gene Dwyer has been consulting on this exhibition. Maybe he will chime in here (Hi Gene!).
The video on the BBC page might be of use for students' first encounter with the plaster casts.
EDIT: In case you haven't yet seen Dwyer's great essay on plaster casts of Pompeian victims, read it here at Interpreting Ceramics.
It's my hope that the exhibition problematizes the casts a bit more than the BBC article does, portraying the casts as straightforward and scientific.
I believe Gene Dwyer has been consulting on this exhibition. Maybe he will chime in here (Hi Gene!).
The video on the BBC page might be of use for students' first encounter with the plaster casts.
EDIT: In case you haven't yet seen Dwyer's great essay on plaster casts of Pompeian victims, read it here at Interpreting Ceramics.
Friday, 5 March 2010
Exhibition: 'One at a time: the casts'
Press release from the SAP about the latest 'One at a time' exhibition at the Antiquarium at Boscoreale. This one is on the plastercasts (the dog, and some of the bodies). Previous exhibitions have been on the wax tablets and the groma, and a whole series of other temporary exhibitions arranged around particular types of artefact are planned. There will be a pamphlet about the exhibition, published by Electa.
Partendo dal calco di cane della Casa di Orfeo, che insieme al calco di un maiale e a quello di una donna rinvenuta nella Villa della Pisanella di Boscoreale, in esposizione permanete dell’Antiquarium, vengono messi in mostra altri calchi umani eseguiti a Pompei, in copia o in originale, a partire dalle prime esperienze del metodo inventato da Giuseppe Fiorelli, direttore degli scavi di Pompei dal 1861 al 1875, fino alle più recenti.
Il metodo di Fiorelli, prevedeva una colata di gesso liquido nella cavità lasciata dal corpo nel materiale vulcanico, che consentiva così di recuperare l’immagine delle vittime dell’eruzione.
Tra i calchi esposti quello di un intero gruppo familiare dalla Casa del Bracciale d’oro e quello di un bambino ritrovato nelle vicinanze della stessa casa; dalla Casa del Criptoportico il calco di un uomo in cui sono evidenti le tracce dei calzari con i resti delle borchie in ferro, e quello dell’uomo caduto dalle scale durante la fuga dalla Casa di Fabio Rufo.
“L’Antiquarium di Boscoreale ben si presta ad ospitare iniziative come questa – dichiara la Soprintendente Mariarosaria Salvatore – E’ importante che insieme a Pompei, anche gli altri siti vesuviani vivano una stagione di rilancio, promuovendo iniziative rivolte al pubblico capaci di ampliare l’offerta culturale e contribuire alla nuova vitalità dell’intera area archeologica vesuviana”.
“Bisogna ricordare- aggiunge Marcello Fiori, Commissario delegato all’area archeologica di Napoli e Pompei - richiamando le parole dello scrittore Luigi Settembrini in una famosa lettera a I Pompeiani del 1863, a proposito dei calchi che “sono morti da diciotto secoli, ma non sono creature umane che si vedono nella loro agonia. Lì non è arte, non è imitazione; ma sono le loro ossa, le reliquie della carne e de’ loro panni mescolati col gesso; è il dolore della morte che riacquista corpo e figura”.
Ad illustrare la storia delle diverse tecniche utilizzate nella riproduzione dei calchi, in mostra anche il calco in resina realizzato nel 1984 eseguito su una delle vittime venute alla luce in un ambiente della Villa di Lucius Crassius Tertius di Oplontis. Quest’ultimo sistema sperimentato integra il metodo del calco in gesso ideato da Fiorelli con quello della fusione a cera della statuaria in bronzo, permettendo di realizzare un calco trasparente che rende visibile lo scheletro consentendo l’individuazione e il recupero di gioielli e oggetti che le vittime portavano con sé al momento della fuga.
La mostra, aperta fino al 20 dicembre, è visitabile con lo stesso biglietto di accesso al Museo negli orari di apertura dell’Antiquarium di Boscoreale: 8.30 - 17.00 (orario invernale) e 8.30 - 18.30 (orario estivo).
In occasione delle manifestazioni per la Festa della donna, previste dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, verrà distribuita ai visitatori copia della poesia “La bambina di Pompei” di Primo Levi, che fu ispirato proprio da un calco di una vittima pompeiana.
I Calchi in mostra all'Antiquarium di Boscoreale
Le vittime dell’eruzione attraverso “I calchi”
Mostra Antiqaurium di Boscoreale
5 marzo-20 dicembre
Dal 5 marzo l’Antiquarium di Boscoreale ospita la mostra didattica “I calchi”, terzo appuntamento del ciclo di manifestazioni “Uno alla volta” organizzato dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, dedicato allo studio del mondo antico attraverso i reperti dell’area vesuviana.
La mostra “I calchi” , curata dalla d.ssa Grete Stefani diretrice dell'Antiquarium di Boscoreale, affronta un argomento che suscita particolare interesse nei visitatori, quello delle vittime dell’eruzione che distrusse Pompei nel 79 d.C.Partendo dal calco di cane della Casa di Orfeo, che insieme al calco di un maiale e a quello di una donna rinvenuta nella Villa della Pisanella di Boscoreale, in esposizione permanete dell’Antiquarium, vengono messi in mostra altri calchi umani eseguiti a Pompei, in copia o in originale, a partire dalle prime esperienze del metodo inventato da Giuseppe Fiorelli, direttore degli scavi di Pompei dal 1861 al 1875, fino alle più recenti.
Il metodo di Fiorelli, prevedeva una colata di gesso liquido nella cavità lasciata dal corpo nel materiale vulcanico, che consentiva così di recuperare l’immagine delle vittime dell’eruzione.
Tra i calchi esposti quello di un intero gruppo familiare dalla Casa del Bracciale d’oro e quello di un bambino ritrovato nelle vicinanze della stessa casa; dalla Casa del Criptoportico il calco di un uomo in cui sono evidenti le tracce dei calzari con i resti delle borchie in ferro, e quello dell’uomo caduto dalle scale durante la fuga dalla Casa di Fabio Rufo.
“L’Antiquarium di Boscoreale ben si presta ad ospitare iniziative come questa – dichiara la Soprintendente Mariarosaria Salvatore – E’ importante che insieme a Pompei, anche gli altri siti vesuviani vivano una stagione di rilancio, promuovendo iniziative rivolte al pubblico capaci di ampliare l’offerta culturale e contribuire alla nuova vitalità dell’intera area archeologica vesuviana”.
“Bisogna ricordare- aggiunge Marcello Fiori, Commissario delegato all’area archeologica di Napoli e Pompei - richiamando le parole dello scrittore Luigi Settembrini in una famosa lettera a I Pompeiani del 1863, a proposito dei calchi che “sono morti da diciotto secoli, ma non sono creature umane che si vedono nella loro agonia. Lì non è arte, non è imitazione; ma sono le loro ossa, le reliquie della carne e de’ loro panni mescolati col gesso; è il dolore della morte che riacquista corpo e figura”.
Ad illustrare la storia delle diverse tecniche utilizzate nella riproduzione dei calchi, in mostra anche il calco in resina realizzato nel 1984 eseguito su una delle vittime venute alla luce in un ambiente della Villa di Lucius Crassius Tertius di Oplontis. Quest’ultimo sistema sperimentato integra il metodo del calco in gesso ideato da Fiorelli con quello della fusione a cera della statuaria in bronzo, permettendo di realizzare un calco trasparente che rende visibile lo scheletro consentendo l’individuazione e il recupero di gioielli e oggetti che le vittime portavano con sé al momento della fuga.
La mostra, aperta fino al 20 dicembre, è visitabile con lo stesso biglietto di accesso al Museo negli orari di apertura dell’Antiquarium di Boscoreale: 8.30 - 17.00 (orario invernale) e 8.30 - 18.30 (orario estivo).
In occasione delle manifestazioni per la Festa della donna, previste dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, verrà distribuita ai visitatori copia della poesia “La bambina di Pompei” di Primo Levi, che fu ispirato proprio da un calco di una vittima pompeiana.
Monday, 27 April 2009
Article: From Fragments to Icons: Stages in the Making and Exhibiting of the Casts of Pompeian Victims, 1863-1888
I just found an interesting on-line article about the history of plastercasts by Eugene Dwyer. I wish I'd found it sooner. This is the reference and link: Possibly I'm being dim, but I can't figure out what year this came out in. Can anyone complete the reference for me?
The illustration is taken from the article.
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